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esteri.diariodelweb.it – Ceta, come hanno votato i nostri politici a Strasburgo

Ceta, come hanno votato i nostri politici a Strasburgo

Il Parlamento europeo ha approvato il Ceta con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astenuti. Ma come hanno votato i nostri rappresentanti in Europa?

Un cartello di protesta contro il Ceta. (© Bee Zee Photo / Shutterstock.com)

(© Bee Zee Photo / Shutterstock.com)

BRUXELLES – 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astensioni. E’ passato con una larghissima maggioranza il trattato sul libero scambio tra Europa e Canada, il Ceta, entrato in vigore provvisoriamente in attesa del voto dei Parlamenti nazionali. Di certo, i politici europei si sono mostrati in gran parte sordi alle proteste delle tante associazioni, che hanno contestato le tante criticità del trattato.

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pinknews.co.uk – European Parliament backs EU-wide recognition of same-sex adoptions

(Traduzione) Il Parlamento europeo ha adottato una relazione per il riconoscimento a livello europeo delle adozioni indipendentemente dall’orientamento sessuale dei genitori.
Il rapporto, che è stata adottato la scorsa settimana con un voto che ha visto 533 a favore e 41 contrari, apre la strada per la futura legislazione UE per consentire il “riconoscimento automatico transfrontaliero degli ordini di adozione nazionale” in tutta l’UE.
La risoluzione sottolinea come “per quanto riguarda i principi che devono guidare il processo di adozione sono ancora negli Stati membri a doversi esprimere”, l’attuale sistema può causare “problemi significativi per le famiglie europee che si trasferiscono in un altro Stato membro dopo l’adozione di un bambino, come il mancato riconoscimento dell’adozione, il che significa che i genitori possono avere problemi nell’esercizio della potestà genitoriale “.
Il rapporto afferma anche che il principio di non discriminazione che dovrebbe essere affermato nel diritto di adozione e la tutela dei diritti dei genitori dello stesso sesso ai sensi delle disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
Malin Bjork MEP, Vice Presidente dell’Intergruppo sul LGBTI diritti, ha detto: “Oggi il Parlamento europeo ha chiarito che una famiglia non cessa di essere una famiglia, semplicemente attraversando una frontiera.”
“L’ampio sostegno che questa relazione ha ricevuto ha dato alla Commissione un chiaro mandato per garantire la piena libertà di movimento, anche per le famiglie LGBTI!”

Daniele Viotti eurodeputato, Co-Presidente dell’Intergruppo GLBTI, ha proseguito: “Troppe famiglie arcobaleno sono stati trattenute, a causa di interpretazioni eteronormative del concetto di ‘famiglia’.
“I paesi dovrebbero cessare di usare argomenti di ‘ordine pubblico” volti a discriminare le famiglie dello stesso sesso. E ‘tempo per la legislazione di aggiornarsi agli standard del 21 ° secolo “.
La più grande opposizione è venuto dai deputati francesi di estrema destra del Fronte Nazionale, che rimane contrario a genitori dello stesso sesso. Il leader del FN Marine Le Pen si aspetta di vincere al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia nel mese di aprile.
I deputati dal partito conservatore del Regno Unito e UK Independence Party in gran parte si sono astenuti.
iI leader del UKIP Paul Nuttall e l’ex leader Nigel Farage erano entrambi assenti al momento della votazione.

The European Parliament has adopted a report backing EU- wide recognition on adoptions regardless of the parents’ sexual orientation.

The report, which was adopted last week by a vote of 533-41, paves the way for future EU legislation to permit “automatic cross-border recognition of domestic adoption orders” throughout the EU.

It notes that while “opinions still differ in the Member States as regards the principles that should govern the adoption process”, the current system can cause “significant problems for European families who move to another Member State after adopting a child, as the adoption may not be recognised, meaning that the parents may have trouble legally exercising their parental authority.”

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Queer.de – Il Parlamento UE chiede il riconoscimento internazionale delle adozioni

Se le famiglie arcobaleno si spostano in un altro Stato membro, ci sono spesso problemi con il riconoscimento delle adozioni. Questo deve finire, lo chiedendo i rappresentanti del popolo europeo.

Il Parlamento europeo ha chiesto il Giovedi alla Commissione europea di lanciare una iniziativa per garantire che tutti i paesi dell’UE riconoscano automaticamente le adozioni da altri Stati membri. La risoluzione è stata adottata con 533 voti a 41.

Il documento afferma che le adozioni non devono essere discriminate. La discriminazione è vietata in particolare dall’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE. La mancanza di regole europee fa sì che si creino gravi casi di discriminazione nel riconoscimento delle adozioni. I singoli Stati membri potrebbero giustificare la discriminazione, usando il ricorso all”ordine pubblico” nazionale. L’incertezza giuridica porta al fatto che venga leso il diritto del bambino a rischio di crescere all’interno di stabili e durature relazioni familiari.

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Affaritaliani.it – Trump, l’Ue (ma non il M5s) dichiara guerra alle norme antiaborto. Pd spaccato

L’Europarlamento condanna le norme antiaborto approvate negli Usa da Trump e vuole un fondo che finanzi l’accesso. Il Pd si spacca
Europarlamento: “No alle norme antiaborto di Trump”

Il Parlamento europeo ha condannato la decisione del presidente americano, Donald Trump, di cancellare tutti iTrump, l'Ue (ma non il M5s) dichiara guerra alle norme antiaborto. Pd spaccato finanziamenti federali alle organizzazioni che praticano o fanno informazione sulle interruzioni di gravidanza nel mondo, chiedendo all’Ue e ai suoi Stati membri di creare un fondo internazionale per finanziare l’accesso all’aborto legale. La proposta è contenuta nella risoluzione sulle priorità per la 61/ma sessione della Commissione Onu sullo status delle donne, che è stata approvata con 371 voti a favore, 198 contrari e 74 astensioni.

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Ansa.it – Ceta: Pd diviso al voto, 13 sì, 8 no e un’astensione

M5S, Lega e Altra Europa contro, Conservatori, Ncd e Fi a favore

Ceta: Pd diviso al voto, 13 sì, 8 no e un'astensione
Ceta: Pd diviso al voto, 13 sì, 8 no e un’astensione

STRASBURGO – Il Pd si è diviso oggi nel voto sul Ceta, l’accordo commerciale Ue-Canada approvato a Strasburgo. 13 eurodeputati, tra cui il capogruppo S&D Gianni Pittella e la capodelegazione Patrizia Toia hanno votato a favore, come deciso ieri sera dal gruppo (oltre a Renato Soru uscito dal S&D, ma ancora nel Pd), mentre in 9 hanno scelto diversamente. Brando Benifei, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Andrea Cozzolino, Michela Giuffrida, Antonio Panzeri e Daniele Viotti hanno votato no mentre Elena Gentile si è astenuta. Hanno votato no anche gli ex Pd Sergio Cofferati ed Elly Schlein. Assenti al voto in 5: Mercedes Bresso, Paolo De Castro, Enrico Gasbarra, Alessia Mosca e Massimo Paolucci. Gli altri partiti italiani hanno votato praticamente compatti: grillini, Lega Nord ed Altra Europa per Tsipras contro il Ceta, Conservatori e riformisti, Ncd e Forza Italia a favore, con l’unica eccezione del forzista Alberto Cirio, astenuto.

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