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primapaginanews.it – Referendum, Viotti: “Abbiamo perso. Chiediamo ai giovani come immaginano il futuro”

Roma, 5 dic “Abbiamo perso – dichiara il parlamentare europeo PD Daniele Viotti -. Sono orgoglioso di aver sostenuto questa riforma. Ho cercato di spiegare le ragioni e i meriti del Sì andando oltre i toni assurdi, violenti e divisivi che si sono tenuti da entrambi le parti. Al di là del risultato, nettissimo, questo tipo di dibattito mette a rischio la vita politica di questo paese. A Matteo Renzi concediamo l’onore delle armi. Ha concentrato tutto su di sé (sbagliando, come ho sempre detto) e ne ha accettato i risultati. Un bel discorso di sconfitta, che però deve avere delle conseguenze politiche”. Sul futuro Viotti afferma: “È evidente che cercare i voti al centro non serve più, così come l’essere moderati. Ripartiamo da proposte nuove, dalle politiche giovanili, per esempio. Bisogna fare i conti con il fatto che i giovani (fascia 18-34) hanno votato in massa per il no (81%). Chiediamo – quindi – agli under 35 come vogliono e come immaginano il futuro; che idee hanno per il lavoro, l’uguaglianza, l’innovazione, la scuola, la ricerca, la cultura, l’ambiente”. C’è poi la questione europea: “Il prossimo Presidente del consiglio dovrà affrontare moltissime partite aperte a livello europeo. La linea di Matteo Renzi con Bruxelles era giusta perché andava contro l’austerity, e in favore dell’innovazione e degli investimenti. E’ evidente che l’Italia da domani si ripresenterà in Europa con meno forza rispetto a prima. Dal semestre di presidenza italiana in poi tutte le richieste dell’Italia era accompagnate da promesse di riforme (comprese quella costituzionale) in parte attuate. Tutti i giornali stranieri aprono dicendo che è stato un voto sull’Europa e sull’euro e questo ci indebolisce enormemente nel campo delle trattative. Avendo fondamentali macroeconomici peggiori della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, la nostra “Brexit” potrebbe avere conseguenze molto pericolose. Nei prossimi mesi vivremo in Europa appuntamenti importanti, tra i quali la revisione dell’attuale quadro finanziario per i prossimi tre anni e la definizione del prossimo quadro finanziario pluriennale che partirà nel 2020. Dobbiamo continuare ad avere un ruolo da protagonisti”.

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Agi.it – Elezioni, ecco chi vuole andare al voto e chi no

Roma – Voto anticipato o governo di scopo per dare il tempo al Parlamento di trovare un’intesa su una nuova legge elettorale? Dentro Lega, M5S e Forza Italia le posizioni sono compatte, mentre nel Pd e in Ncd si levano le voci del dissenso.

Ecco le posizioni a favore e contro le elezioni in tempi brevi.

Chi vuole votare subito

  • M5S ​
    • Beppe Grillo:  “La cosa piu’ veloce, realistica e concreta è andare al voto con una legge che c’è gia’: l’Italicum. Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l’insediamento di un governo tecnico alla Monti”. “Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum.
    • Danilo Toninelli: “La nostra soluzione è applicare l’Italicum anche al Senato su base regionale. E’ sufficiente aggiungere alcune righe di testo alla legge attuale per farlo e portarla in Parlamento per l’approvazione. Stiamo lavorando alla bozza che presenteremo in questi giorni”,
    • Andrea Cecconi: “Riteniamo che questo Paese debba andare alle elezioni al massimo a marzo-aprile e che questo Parlamento non debba più fare leggi elettorali.

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Linkiesta.it – Un mio intervento dopo l’esito del referendum del 4 dicembre

«I giovani odiano il Pd? Hanno ragione, siamo diventati un partito di anziani e tutelati. E dobbiamo cambiare rotta»

L’intervento dell’eurodeputato Pd Daniele Viotti: «La più grande opera pubblica per l’Italia è dare un futuro ai giovani. Li possiamo recuperare solo ascoltandoli e dando loro risposte concrete»

Partiamo da questo dato, fornito da Quorum a Sky Tg 24: gli under 35 che hanno votato “No” al referendum di domenica è l’81 per cento. Esatto. Avete letto bene. È questo il dato più spaventoso. Anche andando oltre la pesantissima sconfitta nostra e di Matteo Renzi in un voto popolare che, sbagliando, aveva impostato su se stesso. Il presidente del Consiglio più giovane della storia d’Italia e il mio partito non hanno saputo dare seguito alle enormi aspettative che avevano generato.

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