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Italiaoggi.it – sulla vicenda Nichelino – Viotti: Si abbia il coraggio di affrontare e chiudere dignitosamente questa vicenda

Porte chiuse ai dissidenti democratici Chi ha già fatto la scissione resta definitivamente fuori dal partito
di Filippo Merli 

Hanno già fatto la loro scissione. Alle amministrative dello scorso giungo, hanno sostenuto un candidato diverso rispetto a quello indicato dal Pd. Una scelta che è costata la tessera del partito. Ora, nove ex dem di Nichelino, un comune di circa 48 mila abitanti in provincia di Torino, vorrebbero tornare alla base. Il Pd, però, non ne vuole sapere. Anche se i tesserati sono in calo in tutta Italia, anche se il partito è spaccato in vista del congresso, i dem non sono disposto a perdonare. Nel 2016, una parte dei democratici appoggiò l’attuale sindaco di Nichelino, Giampiero Tolardo, in quota centrosinistra. Il candidato ufficiale del Pd, però, era un altro: lo sconfitto Franco Fattori.

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Radio24.it – Europa a due velocità: fine del sogno?

Sono stato intervistato da Radio 24 a proposito delle sfide che ci aspettano in questo 2017. L’Europa a due velocità che deve, però, lottare per andare dalla stessa parte. Il futuro dell’Europa dipenderà sì dalle elezioni dei singoli stati (penso alla Francia), ma anche dal coraggio di Commissione e Parlamento per dare una risposta e un orizzonte diverso, nuovo, comune.

Qui la pagina di Radio 24.

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avvenire.it – Europarlamento. La risposta a Trump: «Finanziamo noi le politiche abortiste»

di Angelo Picariello
Strasburgo sfida il presidente Trump che ha tagliato i fondi alle ong che sostengono la «salute riproduttiva».

L'Europarlamento ha approvato a larga maggioranza una risoluzione sulle politiche abortiste (Ansa)

L’Europarlamento ha approvato a larga maggioranza una risoluzione sulle politiche abortiste (Ansa)

Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione nella quale si condanna la decisione del presidente americano Donald Trump di cancellare tutti i finanziamenti federali alle organizzazioni che praticano o fanno informazione sulle interruzioni di gravidanza. Ma la proposta – che non ha valore vincolante, tuttavia detta una chiara linea di indirizzo – si è spinta anche oltre, chiedendo all’Unione europea e agli Stati membri di creare un fondo internazionale per finanziare l’accesso all’aborto legale. La proposta è contenuta nella risoluzione sulle priorità per la 61esima sessione della Commissione Onu sullo status delle donne, che è stata approvata con 371 voti a favore, 198 contrari e 74 astensioni. Il Parlamento europeo – è scritto nel provvedimento – «condanna fermamente la norma global gag che vieta alle organizzazioni internazionali di ricevere dagli Usa finanziamenti per la pianificazione familiare se offrono servizi per l’aborto», si legge nel testo della risoluzione. La decisione di Trump viene giudicata «un attacco diretto e un passo indietro nei confronti dei progressi conseguiti nell’ambito dei diritti delle donne». Il Parlamento europeo ha anche approvato un emendamento in cui chiede «con urgenza all’Ue e ai suoi Stati membri di contrastare l’impatto» della decisione di Trump «aumentando significativamente i finanziamenti in materia di salute sessuale e riproduttiva».

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lastampa.it – Ceta, il Parlamento europeo approva l’accordo con il Canada

di MARCO BRESOLIN INVIATO A BRUXELLES

Fuori, le proteste degli attivisti. Dentro la votazione finale degli eurodeputati che nei fatti dà il via libera all’entrata in vigore (seppur in forma provvisoria) del Ceta, il “Comprehnsive Economic and Trade Agreement” che stabilisce le regole per l’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Canada. Il Parlamento di Strasburgo ha acceso la luce verde del suo semaforo con 408 voti a favore (Popolari, Liberali, Conservatori e Socialisti-Democratici) e 254 contrari (Verdi, Sinistra, l’Enf di Lega e Le Pen, l’Efdd di Farage e M5S, ma anche alcuni socialisti: oltre ai francesi, tra gli eurodeputati del Pd ha votato contro Daniel Viotti). Ora è atteso un voto analogo nel parlamento canadese per l’entrata in vigore.

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postgenovaonline.com – Ceta, come funziona il trattato di libero scambio tra UE e Canada

“Per approvare il Ceta dovrete passarci sopra!”.

Il Parlamento Europeo ha ratificato il CETA con 408 voti a favore, 254 contrari e 33 astenuti. I sommozzatori di Greenpeace nuotavano nella fontana della Giustizia “che è affondata”, come hanno spiegato. Mentre Gorgonzola, Asiago e Fontina sono considerati generici dall’accordo e i canadesi potranno continuare a produrli e venderli con tale denominazione che sarà però accompagnata dall’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta (esempio Asiago Made in Canada), senza però possibili evocazioni (quali bandiere o immagini di posti notoriamente riconosciuti). Oggi il primo ministro canadese, Justin Trudeau, parlerà agli eurodeputati. Il Canada è uno stretto alleato dell’Europa.

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