Di GPA, emendamenti e liste di proscrizione. Una precisazione.

19 dicembre 2018

La scorsa settimana il Parlamento europeo ha adottato la relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo 2017, un atto oggetto di mie ampie riflessioni ogni anno. Sul mio sito potete trovare la sintesi e il testo completo https://goo.gl/LGD3ti
La relazione di quest’anno è particolarmente ambiziosa e contiene importanti contenuti relativi ai diritti #LGBT: condanna tutte le forme di discriminazione nei confronti della comunità LGBT, come la detenzione arbitraria, la tortura, le persecuzioni e le violazioni del diritto fondamentale all’integrità fisica, come le mutilazioni genitali delle persone intersessuali.
Agli onori delle cronache è balzato il voto su un emendamento proposto dai popolari relativo alla gravidanza surrogata.
Il Parlamento chiede – nella relazione e nello specifico nel paragrafo 48 – di introdurre strumenti per far fronte alle violazione dei diritti umani correlati alla gravidanza surrogata. Il PPE ha presentato un emendamento che – nella sostanza – chiedeva di eliminare il riferimento alla gravidanza surrogata del tutto, in sostanza, cercando, con un emendamento, di far pronunciare il Parlamento contro la gestazione per altri in assoluto. Quell’emendamento è stato bocciato per un solo voto e io sono uno di quelli che ha votato contro.
Per questa ragione da giorni sono finito in delle sorte di liste di proscrizione (https://goo.gl/AYixNi).
Per chiarire. Sono assolutamente contrario a ogni tipo di sfruttamento per la gestazione per altri (sì, chiamiamola così) e intendo contrastare in ogni modo qualsiasi tipo di violenza e violazione dei diritti umani. MA non intendo in alcun modo impedire la gpa in quei Paesi che sono assolutamente in grado e hanno tutti gli strumenti per garantire il pieno rispetto dei diritti per chi decide di intraprendere questo percorso.
Chi crede di voler eliminare la gpa da una relazione, o dal mondo, in realtà sta colpendo l’impianto stesso del diritto all’autodeterminazione delle donne.
Ancora una volta sono finito nella lista dei parlamentari europei da non votare più. Se volete andare al di là del tifo da stadio, se volete andare a fondo rispetto ai miei voti e alle mie posizioni mi troverete sempre qui, pronto al confronto.

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