Newsletter n.2 del 24 marzo 2015

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Newsletter n.2 del 24 marzo 2015

DAL PARLAMENTO EUROPEO

Questa settimana sono stato a Kiev nel quadro di una missione organizzata dal Parlamento Europeo. La mia delegazione si sta occupando di materie economiche e di bilancio all’interno di una situazione che, nonostante il “cessate il fuoco”, rimane delicatissima. È necessaria una ristrutturazione del bilancio per evitare il fallimento. Un fallimento che, in questo contesto, avrebbe conseguenze decisamente preoccupanti. Spero che questo viaggio sia il primo passo di un lavoro lungo e costruttivo, che segni anche il ruolo dell’Europa come forza attiva in grado di trovare e facilitare le soluzioni.

Abbiamo presentato degli emendamenti alla proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europa per il famoso “Piano Juncker”. Con la delegazione italiana, stiamo lavorando per migliorare la trasparenza sulla selezione degli appalti. Inoltre, vorremmo che i finanziamenti da parte delle banche “di garanzia” (ad esempio la nostra Cassa Deposito e Prestiti) vengano scorporati dal deficit. Il lavoro è appena iniziato ma, come Parlamento, stiamo facendo di tutto per essere il più veloci possibile. Vorremmo che questo Piano entri in vigore entro Giugno.

TORINO INCONTRA BARCA

Domenica 15 marzo eravamo in tantissimi, al Birrificio Metzger di Torino, a incontrare Fabrizio Barca [guarda le foto qui], a parlare e confrontarci con lui sulle “buone pratiche”, sul modo in cui si può riconfigurare un partito a partire dall’idea propulsiva che arriva dal territorio, e che cosa vuol dire “essere partito”. Un partito come strumento che mette in rete e accelera conoscenze, talenti e esperienze. L’idea dei Luoghi Ideali era proprio questa. E noi, Domenica, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di portare a galla tanti piccoli luoghi ideali, tante piccole buone pratiche che, tra amministrazione e politica, cerca di rendere migliore il cammino delle comunità di una città come Torino.

Dal progetto sulla riduzione dello spreco alimentare alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Dal teatro sociale al coordinamento lavoro. Dalla scuola di formazione politica al forum elettori come strumenti di partecipazione permanente. Fino ad Accorciamo le Distanze, occasione di confronto diretto con chi vive la città giorno dopo giorno, nelle sue pieghe e nella sua quotidianità.

Essere partito vuol dire mettersi in gioco, avere il coraggio di confrontarsi e prendersi le proprie responsabilità. Inoltre, essere partito vuol dire essere una comunità che mette in rete le idee e le promuove. Perché può essere l’unico strumento che ha, come scopo, una visione generale e complessiva della società, non legata solo ad uno scopo. E, sopratutto, essere uno strumento aperto, con partecipazione vera, che non si esaurisce con le primarie. Dai congressi tematici ai referendum fino ad arrivare a una pratica considerata vecchia e arcaica ma in realtà modernissima come la stesura di documenti. Il Partito Democratico può essere quel posto del futuro possibile se ha il coraggio di andare lì dove gli altri non vanno, parlare di quello di cui gli altri non parlano. Domenica eravamo in tantissimi a dire che vogliamo una politica capace di andare sui giornali non solo per i fatti di cronaca, ma perché sa raccontare il paese, lo sa intercettare e lo sa migliorare. Tutti assieme.

IL PARTITO DEMOCRATICO CHE VOGLIAMO

Sono sempre stato un sostenitore della dialettica politica. Del confronto – anche duro, ma su posizioni chiare – che porti a una sintesi tra varie istanze, all’interno di un progetto comune e condiviso. Purtroppo, in questi ultimi mesi, bisogna considerare un corto-circuito in quella che consideriamo la discussione all’interno degli organismi del Partito Democratico. Spesso si punta il dito verso quei – pochi – esponenti che, schieratisi in una posizione di minoranza, esprimono il loro dissenso votando contro (o astenendosi) a provvedimenti proposti dal governo di Matteo Renzi. Un governo, ricordiamo, guidato dal segretario del Partito Democratico. Ed è qui che nasce il corto-circuito.

Io voglio poter esprimere il mio dissenso, voglio poter discutere le criticità dei vari provvedimenti e delle varie proposte, voglio poter dire di non essere d’accordo. Ma di dirlo in assemblee serie, in cui la discussone avviene su basi di rispetto reciproco e condiviso. Non si può pretendere di risolvere la dialettica interna attorno a proposte importanti come il Jobs Act o lo Sblocca Italia con discussioni di poche ore, improvvisate in direzioni nazionali dove la maggior parte del tempo è occupato dalla relazione del segretario. Un conto è la necessaria velocità per riformare il paese, un altro è non tenere conto delle giuste obiezioni che ogni tanto possono venire a chi le cose vorrebbe farle, sì, ma farle meglio e assieme.

Se non si può esprimere il dissenso al segretario, allora si deve ricorrere all’unico luogo in cui questo dissenso può essere espresso. Alla Camera. O al Senato. Al momento del voto. Che poi è quello “finale e decisivo”. Ma io voglio potermi opporre al mio segretario, non al mio presidente del consiglio.

Credo che il Partito Democratico debba rivedere questa contraddizione, e riflettere sui meccanismi di partecipazione. Sia al suo interno, nei suoi organismi dirigenti, sia all’esterno, con i suoi iscritti, i suoi militanti e i suoi elettori. Altrimenti stiamo parlando di un comitato elettorale permanente ad uso e consumo di una persona. E non è quello che stiamo cercando.

LE UNIONI CIVILI E IL DDL CIRINNA’. UN PRIMO PASSO

Nell’ultima sessione di Strasburgo abbiamo approvato due importanti rapporti sulle questioni dei diritti umani e civili. Il “rapporto Tarabella”, fondamentale per segnare una direzione per un Europa che sia attenta alle questioni della parità di genere e sempre in prima linea per la laicità dei diritti e l’autodeterminazione del corpo femminile, e il “rapporto Panzeri”, in cui si richiama l’Europa al suo ruolo di ‘custode dei diritti umani’. Quest’ultimo rapporto ha visto anche l’approvazione di alcuni emendamenti che ho proposto con l’Intergruppo LGBTI (di cui sono co-presidente) e che segnano in maniera chiara la direzione che gli stati membri dell’Europa devono intraprendere in materia di uguaglianza.

Dobbiamo tendere, come Italia, al matrimonio egualitario. Per tutti. Indiscriminato. Per questo guardo con molto interesse alla discussione che dovrebbe iniziare a giorni sul DDL di Monica Cirinnà. Un primo passo per ottenere alcuni dei diritti fondamentali per tutelare le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso.

Il testo, che è stato depositato Martedì 17 Marzo, presenta alcune modifiche rispetto al lavoro che abbiamo analizzato (lo studio lo trovate qui). Ad esempio, non c’è più il rinvio alle norme del matrimonio nel suo complesso, ma solo ad alcune istanze specifiche. Resta, tuttavia, per fortuna, la regolamentazione della stepchild adoption e la questione della reversibilità delle pensioni. Un bell’articolo sulla modifica del DDL potete leggerlo qui.

La mia posizione politica è nota da tempo. Prendiamoci tutto il tempo possibile, discutiamo, lavoriamo per incontrare e affrontare i problemi con profondità e serietà, ma otteniamo tutto: il matrimonio, le adozioni, senza disparità, senza discriminazioni. Il nostro pareggio dei diritti. Questo è solo un primo passo. Fondamentale, certo, ma non dobbiamo e non possiamo fermarci qui.

VENITE CON ME?

Il 27 marzo sarò a Ciriè (Torino) a parlare di diritti LGBTI invitato dai Giovani Democratici assieme Paolo Furia (PD). Ci vediamo qui. Sempre di diritti parleremo il 28 marzo, con l’importante iniziativa Parliamo di diritti che si terrà a Moncalieri (Torino). Ci confronteremo sul tema assieme a Monica Cirinnà, Ilda Curti, Anna Rossomando e Gianluca Polastri. Ci vediamo qui. Lo stesso giorno, a Torino, ci sarà l’incontro di Accorciamo le distanze, dove racconteremo quanto dista Torino da Torino analizzando i dati raccolti nei questionari che abbiamo portato in giro per la città, ascoltando i cittadini e aprendoci verso un modello di partecipazione continua. Ci vediamo qui. Il 12 aprile invece sarò a Casale Monferrato (AL) assieme Luca Gioanola (PD) e Marco Boschini (Ass. Comuni Virtuosi). Parleremo di “buone pratiche”, “buona amministrazione” e le possibilità del settore pubblico. Ci vediamo qui.

SAVE THE DATE: 23 APRILE

Non posso dirvi molto, per ora. Ma segnatevi questa data: 23 aprile. E segnatevi questa città: Milano.

E per caso non è che vi viene in mente una domanda specifica per un personaggio politico di grande statura europea? Nel caso, scriveteci a <info@danieleviotti.eu>

PARTECIPA. INVITAMI.

Stiamo cercando di portare avanti la nostra idea di politica aperta, condivisa, costruita assieme. Per fare un percorso di cambiamento, che guardi a sinistra e che coinvolga nel dibattito e nel discorso anche chi, negli ultimi anni, ha smesso di credere e di sentirsi rappresentato dalla politica. Il tema della «partecipazione» è fondamentale.

Sul mio sito internet puoi trovare la pagina [PROPONICI IL FUTURO] dove puoi essere tu il motore del cambiamento, il motore della partecipazione. Sono convinto che il cammino che abbiamo davanti sia molto lungo e molto difficile. Per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Anche del tuo. Nelle forme e nei modi che ritieni più opportuno. Dicci che libri leggi, dicci cosa pensi, quali argomenti dobbiamo trattare, quali iniziative costruire. Dicci come vuoi aiutarci e costruisci la tua iniziativa.

Contattaci per qualsiasi cosa. INVITAMI. Fai in modo che la nostra azione – la tua, la mia, la nostra – non sia inutile. Se fai parte di un partito, di un’associazione, di una realtà territoriale che ha bisogno di un confronto, se siete un gruppo di cittadini attivi che hanno bisogno di confrontarsi di politica a tutti i livelli, chiamami. Fissiamo un incontro e confrontiamoci. La partecipazione è fondamentale in ogni sua forma e ognuno può (e deve) fare la propria parte. Io ci sono. Tu?

BANDI EUROPEI

L’Europa offre moltissime opportunità. Bandi, concorsi, lavori, e quant’altro. È una questione fondamentale e molto urgente. Consulta la pagina del mio sito internet dedicato per essere aggiornato sulle nuove opportunità e possibilità offerte dall’Unione Europea. Inoltre, puoi fare riferimento all’ufficio di Torino per ogni informazione aggiuntiva.

Con la speranza di incontrarci presto, ti abbraccio,

Daniele Viotti

 

 


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