PRIMA IL PROGRAMMA, POI DISCUTEREMO DI ELEZIONI E DI LEGGE ELETTORALE

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PRIMA IL PROGRAMMA, POI DISCUTEREMO DI ELEZIONI E DI LEGGE ELETTORALE

Provo a dirlo nel modo più semplice e diretto possibile. Di quale legge useremo e chi saranno i capilista non me ne frega praticamente nulla. Vi dirò di più: quasi non mi interessa nemmeno quando andremo a votare (per quanto non veda l’ora di sbarazzarmi una volta per tutte delle imbarazzanti alleanze che ci portiamo dietro come eredità delle segreterie Bersani e Renzi, quelle che hanno perso le elezioni e che non hanno avuto il coraggio di vincerle quando si doveva e poteva). E credo che di questo argomento non freghi niente a nessuno che viva fuori dai palazzi romani.

A me interessa molto di più il programma con cui ci presenteremo alle elezioni. Mi interessa sapere cosa diremo al nostro popolo (compreso quell’enorme popolo di delusi e sfiduciati che non ci vota e quasi ci disprezza), di cosa vogliamo occuparci quando – si spera – saremo al governo del paese, che visione del mondo portiamo in questo momento storico molto complesso e che strade vogliamo intraprendere.

A me interessa il percorso con cui scriveremo il programma. Come, e con chi.

(Parentesi 1) Visto che non ci si può astenere dal dibattito, dico la mia: torniamo al Mattarellum. Per me la governabilità non è un dogma, ma la sola ipotesi di un governo con le destre in coalizione mi fa venire i brividi.

(Parentesi 2) Le candidature del Pd devono essere trasparenti. Facciamo un dibattito con primarie aperte dove e quando necessario. Questo è l’enorme vantaggio che abbiamo sugli altri e non possiamo sprecarlo per fare contenti i maggiorenti del “partito dei caminetti”.

Detto questo, che intenzioni ha Matteo Renzi? Concentrare il dibattito e il partito sulla legge elettorale facendo finta di aprire ai cittadini con giri in pullman e post sul blog o cominciare a occuparsi seriamente delle cose che contano?

Renzi deve convocare adesso gli organi di partito (dalla direzione all’assemblea nazionale) per capire come discutere dei temi e come avviare il percorso di partecipazione – vero e autentico – per costruire il programma. Potremmo anche usare gli strumenti digitali per chiedere il parere di iscritti e non, ad esempio.

L’unico dibattito che ha senso fare dentro il Pd è questo. Io voglio vincere le elezioni non per occupare una poltrona, ma per cambiare una volta per tutte questo benedetto paese.


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